Un trattamento di musicalità e anima
Un trattamento di musicalità e anima che non avrei (vittima del tarlo del preconcetto) mai associato all’argento che si direbbe solo freddo, distaccato e asettico. Ma il fatto più sorprendente è che questa nuova linfa vitale non va a scapito di dettaglio e capacità introspettiva dell’analisi. Credo si possa dire che è come se si fosse scambiato un ordine di priorità: il senso della musica e del piacere, davanti alla capacità analitica nel rispetto della fonte, che ritrovi, godendone in pieno, ma solo un attimo dopo lo stato di estasi della musicalità che, giustamente, deve essere ciò che ti arriva prima di tutto!
E con questo cavo avviene esattamente così
Cioè, in altre parole, l’analisi, il dettaglio, i contrasti e microcontrasti, la percezione dell’estensione delle gamme di frequenze e la dinamica, diventano figlie della Musica e non viceversa…e tutto questo non può che essere il desiderio più grande di ogni vero appassionato!
Ancora una volta l’incompetenza mista al preconcetto, stava per causarmi la perdita di un’esperienza totalmente positiva.
Parlo di un cavo di segnale.
Non avrei mai scelto un cavo in argento…e infatti non l’ho cercato io, ma mi è stato gentilmente inviato, a sorpresa, da un amico.
Si tratta di un cavo in argento solid core con connettori in argento sul quale vige una certa segretezza costruttiva. Confesso che ero abbastanza refrattario a intraprendere la prova di sostituzione del mio consolidato pregiato cavi di riferimento, un po’ per pigrizia, un po’ per scetticismo rispetto soprattutto al fatto che si trattava di argento sul quale il mio preconcetto era quello di una sonorità estrema in una direzione esasperata. Ritenevo verso dettaglio, freddezza, assenza di calore e di materica presenza. Tutti aspetti dai quali ho sempre cercato di tenermi il più lontano possibile nella scelta dei cavi e non solo. Ebbene sono rimasto letteralmente sorpreso quando già dalle primissime battute ho avvertito, innanzitutto, una differenza rispetto al mio riferimento, sensibilmente marcata.
Ma ciò che mi ha lasciato letteralmente sbigottito e direi meravigliato, è che il cavo andasse sonicamente in una direzione del tutto inattesa: calore, presenza materica del mediobasso, senso di piacevole rilassatezza e fluidità piena con un corpo veramente realistico nel senso della predominanza di “un’anima”, una nuova linfa vitale.
Grande sensazione di musicalità che però non andava a scapito di dettaglio, ampiezza dello stage, dinamica, impatto e microcontrasti.
È stato come se si fosse invertito un ordine di priorità, rispetto al riferimento, ossia al primo posto la piacevolezza e musicalità e solo dopo il ritrovare ogni meticoloso dettaglio e analiticità di un tessuto sonoro sempre ricco e denso di informazioni (non meno rispetto riferimento).
Dopo alcuni giorni di ascolti ho messo nuovamente il mio seppur ottimo cavo di riferimento e quasi non lo riconoscevo per il ricordo dell’idea di soddisfazione che avevo.
È stato come perdere una “sicurezza/certezza”, come riscoprire il mio riferimento abbastanza poco entusiasmante.
Quindi dopo un giorno, ho rimesso il cavo nuovo in argento e immediatamente e forse ancora più sensibilmente rispetto al primo ascolto, ho ritrovato quelle belle e attraenti sensazioni che ti assalgono quando ti rendi conto che è avvenuto un salto di qualità percepita verso l’alto.
A questo punto, fortunatamente, cadono i preconcetti, lo scetticismo a priori e ogni perplessità. Si cerca, ovviamente, di interpretare i fatti e dare una spiegazione anche “tecnica” dell’esperienza, ma, soprattutto quando si tratta di cavi, si corre sempre il rischio di parlare (e pensare) a sproposito o comunque al di fuori di una pur minima base di fondatezza tecnico/scientifica che, peraltro, non hanno mai fatto parte del mio bagaglio culturale.
Morale della favola: non chiudersi mai per principio all’esperienza, non lasciarsi condizionare (negativamente o positivamente) dal sentito dire, dai luoghi comuni e nemmeno dall’esperienza altrui (da prendere comunque in considerazione) poiché ognuno deve valutare da sé col proprio essere e nel proprio set-up…

